Le Faremo Sapere

Guida semiseria al mondo del lavoro

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Nuova recensione su Blog

Posted by Massimo Famularo su aprile 28, 2009

La potete leggere qui

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Ecce Book

Posted by Massimo Famularo su maggio 9, 2008

Il lavoro in sé non è il massimo della vita.
Se il lavoro non ce l’hai e devi cercarlo la vita non è il massimo.

http://www.lulu.com/content/2409009

Copertina

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Personaggi in Cerca d’Autore (1 parte)

Posted by Massimo Famularo su maggio 9, 2008

Se la vita fosse un romanzo, si potrebbe dire che l’autore riguardo al mondo del lavoro ha dimostrato scarsa fantasia o quanto meno ben poca voglia di lavorare. Infatti pochi archetipi ancestrali sembrano ripetersi di continuo rendendo il panorama tutt’altro che variegato. Un avvertimento, prima di sorridere perché vi sembra di riconoscere qualcuno nelle descrizioni che seguono badate che altri potrebbero scorgere qualcosa di voi in uno di questi profili.

Il Rosicone. L’erba del vicino è sempre più verde.

Lo trovate a brontolare mentre legge le inserzioni di lavoro sul giornale nella perenne ricerca di qualcosa di più di quello che ha. Se ha la laurea si rode per il fatto che i diplomati, o comunque i non laureati in genere, trovano lavoro più in fretta e guadagnano di più. Se non ha la laurea ci tiene a sottolineare che gli mancava poco per prenderla oppure che è soddisfatto di non averla (lo dice dissimulando malissimo il fatto che invece è invidioso, la vorrebbe e magari ne sta frequentando una per corrispondenza). Se ha un titolo di studio umanistico, lamenta che gli scientifici trovano lavoro più facilmente. Se ha un titolo scientifico, lamenta che tu)tti gli altri sono molto meno impegnativi. A prescindere dal titolo di studio il rosicone si lamenta cronicamente perché lavora troppo/guadagna poco/è sottoutilizzato/è insoddisfatto/non lavora abbastanza/non gli piace quello che fa ecc.

Se è giovane e rampante si lamenta della gerontocrazia dilagante, della lentezza dei percorsi di carriera e delle scarse opportunità di emergere. Se non è più tanto giovane si lamenta per i “ragazzini” inesperti che lo surclassano immeritatamente. Il rosicone in poche parole incarna l’antitesi del motto “chi si contenta gode”. Qualcuno potrebbe scomodare la frenesia dei tempi moderni (ricordate Chaplin?), il continuo mutamento ambientale e di prospettive a cui siamo sottoposti, che impedisce alle persone di abituarsi a una condizione (contentandosi) e le spinge a ricercare un miglioramento continuo. La verità è che parliamo di un rompiballe, invidioso cronico che non si accontenta mai e che ha sempre da ridire, al punto di arrivare all’assurdo: al culmine della sua rosiconità ve la mena invidiando persone che stanno palesemente peggio di lui. Se avete paura di fare questa fine potete osservare le seguenti misure precauzionali: ogni giorno dovete combattere il rosicone latente dentro di voi concentrandovi sul presente e su quello di buono che avete intonando il mantra rinascimentale:

-Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza.

(…Segue…)

http://www.lulu.com/content/2409009

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